lunedì 2 agosto 2010

2 agosto, Bologna trenta anni fa... una vita fa

ore 10:25; morti: 85, feriti: 200

Null'altro da dire

sabato 31 luglio 2010

sulla carne che noi mangiamo (III e ultima parte)


" Non ho più dubbi che la dieta prevalentemente a base di carne rovini i reni, specialmente considerando gli esperimenti dei dr. Newburgh, i quali provano che possiamo, con certezza matematica, produrre il morbo di Bright anche nei topi, mettendoli a dieta con molta carne” (M. Hindhede, M.D., Commissario della Sanità in Danimarca).

Un tempo credevamo che la carne fosse necessaria per produrre sangue.
Ora è noto che la frutta fresca, le verdure, paradossalmente persino le bacche, forniscono al nutrienti più vantaggiosi di quelli che forniti dalle le migliori bistecche.

Il brodo di manzo è stato a lungo considerato un valido tonico e stimolante, quasi indispensabile per i malati deboli. Ora è noto che è vero il contrario.

Il dottor Austin Flint, dei Bellevue Hospital College, uno dei più importanti medici d'America, fece un'analisi chimica dei brodo di manzo, e scoprì che il risultato era praticamente lo stesso di un'analisi dell'urina. E' inevitabile che sia così, perchè il brodo di manzo, il brodo di carne, il brodo di pollo, il bollito e gli estratti di carne di tutti i tipi sono dei preparati artificiali, costituiti dalla disgregazione dei tessuti.

Il Dottor Bouchard scoprì che aggiungendo la carne nel regime dietetico, la tossicità dell'urina aumentava del 50%, e se la dieta consisteva interamente di carne, la tossicità aumentava dei 400%.
Una dieta di carne magra è stata a lungo considerata benefica nel casi di obesità. Ora è noto che in simili casi di anormalità c'è una tendenza a sviluppare il diabete, e questo aumenta mangiando la carne.

Il beri-beri, lo scorbuto, il rachitismo e la pellagra sono malattie da deficienza, e spesso risultano dal mangiare troppa carne. Tutti i tipi di carne mancano di molti elementi che il corpo deve avere per costruire dei tessuti sani. La carne è molto carente di vitamine e di sali di calcio. D'altra parte, la frutta fresca le bacche e le verdure sono ricche sia di vitamine che di sali, e mangiandole si assumono tutte le vitamine e i sali di cui il corpo ha bisogno. Qualche anno fa uno specialista dello stomaco fece trasalire il mondo della medicina affermando che "l'ulcera dello stomaco è una malattia di chi mangia la carne”. Il cancro dello stomaco e degli intestini ha origine dalla stessa causa.

Quei mangiatori di carne, che sono troppo deboli per abbandonarne l'abitudine, e quelli i cui dividendi dipendono dall'industria che inscatola la carne, sono sempre pronti a fare una grande pubblicità ad ogni informazione che sembra aiutare la loro causa. Molte persone credono che per avere forza e vigore è necessario mangiare carne rossa. Sembrano dimenticare che i buoi e gli elefanti prendono la loro grande forza e il sangue dall'erba e dalle foglie, ricche di vitamine, di calcio, di ferro e di altri sali minerali.

Le informazioni relative al rischi nel mangiare la carne, dovrebbero essere sufficienti a ridurre di molto il consumo della carne.

E' stato recentemente nei laboratori di Fisiologia di Harvard che una dieta di carne causa un'accelerazione dei battito cardiaco sorprendente per velocità e durata. Dopo un pasto di carne, l'aumento dei battiti cardiaci va regolarmente dal 25 al 50% sopra il livello rispetto al digiuno, e persiste, in soggetti sperimentali, da 15 a 20 ore, causando un sovra affaticamento cardiaco alla lunga dannoso.

La carne, scendendo nel tratto digestivo forma prodotti di decomposizione che danno al respiro un odore nauseante che si tenta di correggere masticando caramelle e gomme profumato. Il dentista dica che il cattivo odore proviene dal denti malati, mostrando quanto abbia ancora da imparare.

Le esigenze dell'ultima guerra sono servite a dimostrare il valore di una dieta poco proteica. Maiali e bestiame furono uccisi in Europa con lo scopo di conservare le provviste di cibo, e le popolazioni si nutrirono per un certo periodo soprattutto di frutta e verdura. Il risultato fu una riduzione di un terzo della mortalità, oltre a una grande riduzione delle malattie. Alcune malattie come il diabete, l'obesità, la gotta, i disturbi digestivi, i problemi dei fegato e dei reni e altre malattie dei l'alimentazione sparirono quasi completamente.

La gente rovina la propria salute mangiando carne, poi paga i dottori per farsi curare i sintomi che provengono da questo abuso. Molti medici ignorano la causa che si nasconde dietro i sintomi di alcune malattie, perché anche loro mangiano liberamente la carne come molti dei loro pazienti, e soffrono e muoiono prematuramente per la stessa "malattia”.

L’industria alimentare ha incentrato una spirale perversa rendendo la carne a relativo basso prezzo, facendo passare l’uomo da animale onnivoro a animale carnivoro. Il nostro organismo ha bisogno di tutti i nutrienti e questi i possono attingere esclusivamente da una dieta varia, data dalla quotidiana rotazione di vegetali e carni. E’ scomparsa l’abitudine a nutrirsi di uova e pesce validi sostituti alla carne, così come si è dimenticati che nei legumi esistono sostitutivi nutrizionali altrettanto validi al piatto di carne.

Torniamo alla nostra origine e alimentiamoci secondo natura e non secondo i dettami della macchina del commercio, variamo la dieta e la carne usiamola con la giusta parsimonia, ne trarremo un duplice antaggio in salute e perché no di risparmo.

sabato 12 giugno 2010

La Spagna, l'Europa e la Crisi

Zapatero il Primo Ministro socialista spagnolo, propugnatore della "Terza Via", quando fu eletto fra i vari punti del programma prometteva:
-prolungamento volontario della vita attiva; blocco degli incentivi al prepensionamento; aumento del salario minimo; riforma del mercato del lavoro; creazione di congedi parentali di due settimane per il padre; creazione di 450 000 posti pubblici di Asili per i bambini da 0 a 3 anni;

-accesso alla casa nuova o vecchia ad un prezzo accessibile per 180.000 famiglie l'anno per quattro anni.


Trascorsi oramai un po' di anni e giunta oramai anche in Europa la crisi economica il giovane Premier pragmatico e ben voluto deve fare i conti (su commissione di Bruxell) in tasca al popolo spagnolo.

Si inizia colla riforma del mercato del lavoro contenuta in un decreto legge che mira a fornire maggiore flessibilità in un mercato del lavoro considerato troppo rigido.
Si inizia col ridurre il costo dei licenziamenti per le imprese e si proseguirà col cambiare la previdenza, innalzando per legge l’età pensionabile.


Tale riforma segue un piano d’austerità da 15 miliardi di euro che fra l'altro ha visto tagliare servizi sociali per le famiglie e la possibilità di credito agevolato sotto la protezione statale.


E' proprio vero quando i capi dell'UE richiamano all'ordine economico si scatta sull'attenti e non ci si ricorda più della propria identità.


Fra le varie fonti





Sulla carne che noi mangiamo (II parte)


Cosa è emerso nel precedente articolo?


La carne di cui noi facciamo uso proviene da allevamenti innaturali, da animali che vivono in condizioni molto penose e in posti senza scrupoli contengono sostanze dannose e micoorganismi pericolosi.


In questa parte mi preme rilevare un dato che sfugge a molte persone.


Per ottenere un solo chilo di carne occorrono 15.000 litri d’acqua, 16 chili di cereali - Per ogni kg di carne prodotto, servono 16 kg di cereali per nutrire gli animali.
Questo dato, rapportato alla massa di carne macellata (2.300.000 capi considerando solo bovini e suini), equivale al 70-80% della produzione di cereali mondiale.

Una immensa marea di alimento destinato a nutrire un cibo destinato alla più piccola e ricca porzione del mondo.

Tale massa di cereali consuma anche una sproporzionata quantità d’acqua per l’irrigazione.
Il mondo occidentale nutrendosi così avidamente di carne cosa ottiene? Ottiene dati sconvolgenti: 1 miliardo e 142 milioni di “benestanti” sono sovrappeso; 29 milioni di persone ogni anno muoiono per eccesso di cibo (divise fra malattie cardiovascolari, tumorali e diabete).

Ricordiamo 2/3 delle terre coltivabili sono destinate ad uso zootecnico! Si sfamano gli animali da macello mentre ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause fame e sete, 900 milioni di persone dei paesi sottosviluppati soffrono la fame. E ora sappiamo che le culture cerealicole sarebbero già più che sufficienti a sfamare tutti: basterebbe ridistribuire la risorse e diminuire il consumo di carne dei paesi ricchi.


Mi giunge all’orecchio la risposta, "cosa posso fare da solo?"


Un semplice gesto: ridurre la dieta carnea; come ha reso pubblico Rajendra Pachauri (presidente del centro di studi delle Nazioni Unite sui mutamenti climatici) abolire dal nostro desco una volta la settimana la carne provocherebbe un effetto cascata che porterebbe a salvare migliaia di vite.
Un piccolo gesto, facilmente trasmissibile che alla lunga diventerebbe un gesto d’altruismo e di generosità.


Ma non è tutto. Gli allevamenti intensivi di bestiame sono responsabili del 18% delle emissioni complessive di gas serra; la produzione di un chilo di carne causa emissioni equivalenti a 36,4 kg di anidride carbonica; il bestiame è una fonte diretta di metano.


Fonti pricipali

sabato 29 maggio 2010

Europa vs Italia.wmv

Sulla carne che noi mangiamo (I parte)


“Una fettina di vitello, bella tenera, sa mangia solo quella…”

Frase udita più volte da macellaio, sintoma di una generazione opulenta che ha perso oramai il contatto sia colla natura che col reale istinto-alimentazione.

Quella fettina tenera-tenera, pallida, morbida non è presente in natura, per crearla bisogna (non si può dire allevare) mantenere l’animale in condizioni estremamente finte.

Al terzo-quarto giorno di vita, strappati alle madri, i vitelli sono collocati ognuno in un box largo 40 cm, lungo non più di un metro e mezzo, legati con una catena al collo per impedire ogni movimento (la catena potrà esser tolta quando saranno cresciuti tanto da occupare tutto il ristretto spazio del box). Essi non vedranno mai né luce solare, né paglia, né fieno, poiché mangiarne potrebbe rovinare il tenue colorito delle carni.
Nutriti con budini semiliquidi iperproteici che causano un’inestinguibile arsura (l'acqua è loro assolutamente negata, per indurli a mangiare sempre più budino) e un’inarrestabile dissenteria per spingerli all'anemia al fine di sbiancare le carni, disordini digestivi e ulcere sono frequenti; tali cuccioli divengono vittime di grave immunodeficienza con conseguenti infezioni e necessità di cronica assunzione di cicli antibiotici, dopo tredici-quindici settimane si portano al macello.
Ecco la nostra tenera fettina…

“Eh ma che scelta di carne, hai visto? Ci tornerò sempre..”

La lussureggiante esposizioni di tagli che alcuni negozi espongono non è un fenomeno locale, bisogna moltiplicarlo per le città del mondo occidentale.

Allora sorge spontanea una domanda, ma da dove può saltare fuori tutta questa carne?
I fast food, ma da dove trovano la carne per i loro hamburger?

Semplice: da allevamenti intensivi.

Gli allevamenti intensivi sono nati negli anni Sessanta, per rispondere alla richiesta sempre più pressante di carne.
Si tratta di capannoni industriali “feedlots” in cui sono rinchiusi sino a 100.000 capi di bestiame privati di libertà di movimento, della luce del sole, rinchiusi in gabbie, con solo la testa libera per alimentarsi.

Tale alta concentrazione di animali e il regime alimentare forzato aumentano lo stress, le malattie e la pericolosità microbica, quindi sono la causa principale della diffusione a raggiera dei veleni.
La "modernizzazione" zootecnica ha riempito i cibi di residui di stimolatori dell'appetito, antibiotici, stimolatori della crescita, larvicidi e ormoni artificiali.

In America i trattamenti con ormoni sono non solamente ammessi, ma incoraggiati.
L’Europa vieta l’importazione di carne americana; ma cosa succede da noi?

In Italia la legge: D.lgs. 27/1/1992 n.118 vieta la somministrazione di ormoni come sostanza additiva alla dieta o stimolante la crescita, ma ne autorizza l'uso a scopo terapeutico e nel periodo successivo al parto, cioè: volendo, sempre. Inoltre, i valori residuali di ormoni ritenuti innocui fino a dieci anni fa, sono oggi, grazie a dati scientifici più raffinati, considerati rischiosi per i consumatori, specialmente per i bambini in età pre-puberale.

Gli antibiotici che in USA hanno un uso incondizionato sono sulla carta limitati in Italia a soli scopi terapeutuci, ma la sproporzione tra le ricette "ufficiali" e il numero di animali: 5 per 100 rende praticamente certo che tali farmaci vengano acquistati sul mercato nero per non doverne segnalare l'uso.
Una bella dose di diuretico data prima della macellazione ne oscura la presenza.

Ma, di contro l'OMS ha ripetutamente messo sotto inchiesta i residui di certi farmaci veterinari ritrovati in alte dosi in campioni italiani francesi e di altre nazioni UE come clorotetracicline, tetracicline, cipermetrina, neomicina, ossitetraciclina, spiramicina, danofloxacina, streptomicina. Tutti antibiotici dannosi all'organismo in alte dosi e capaci di indurre forti resistenza batteriche.
Proprio lo sviluppo di pericolosi batteri resistenti a tutti i trattamenti farmacologici rende ragione della diffusione di malattie infettive che anche nei migliori ospedali sono diffilmante curabili.

A tale motivo segnalo un modello di simulazione dinamica realizzato dal Dipartimento di farmacologia, microbiologia e igiene alimentare di scienze veterinarie di Oslo dal quale emrge che anche qualora l'importazione di carne di vitello cessasse, per oltre dieci anni continuerebbero a crescere le infezioni da Taenia saginata nei vitelli domestici, e di conseguenza gli episodi epidemici di infezioni negli uomini.
Ancora, è stato isolato in campioni di carne bovina in Malesia un Enterococcus Faecium, resistente persino alla vancomicina.

Ma non è tutto cosa mangiano le povere bestie?
Un bel carico di fieno?

Certo...

La dieta dei bovini è stata completamente sconvolta: il mais ha sostituito il più costoso fieno.
Questo però fermenta nel colon e favorisce la proliferazione di batteri e causa dissenterie gravi.

Ma come se non bastasse sono aggiunte scarti dell'industria di trasformazione, residui della lavorazione dello zucchero, dell'olio, paglia trattata con ammoniaca, olii esausti di motori, addirittura i reflui delle distillerie di whisky e di gin; in Francia finivano nei mangimi le acque nere, bollite, delle puliture dei macelli e delle stalle e con l'aggiunta di con scarti della spremitura a caldo dei resti dei macelli.
Agiungiamo ancora che nelle città prive d'inceneritore, diventano "farine per animali” le carcasse di animali raccolti dalla Nettezza Urbana (cani e gatti randagi, topi, ratti e pantegane).
Anche gli animali portati dal proprio veterinario per la "morte dolce" finiscono in questa catena.
Addirittura, potrebbero essere reimmesse (con o senza il consenso dell'ASL) nel mercato dei sottoprodotti (art.5 c.1 del D.lgs suddetto) le carni e i derivati sottoposti a trattamenti vietati.
Persino nelle mangiatoie si annidano veleni: uno studio condotto in Europa ha rivelato che una mangiatoia su tre era contaminata, trovando muffa e scoria di pesticidei ed antibiotici.

Fonti principali
http://www.mednat.org/alimentazione/allevamenti_incivili_bse.htm

http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Risorse/Fao-mandrie-e-allevamenti-responsabili-del-4-delle-emissioni-di-gas-serra_277924748.html

http://magazine.quotidianonet.ilsole24ore.com/ecquo/mariafalvo/2010/03/02/allevamenti-intensivi-la-verita-sui-rischi-sanitari

venerdì 28 maggio 2010

Riflessioni sulle terapie proposte.


Oggi in Italia esiste la libertà di scelta terapeutica?
Una persona è libera di intraprendere una strada terapeutica piuttosto che un’altra, e soprattutto un medico, in scienza e coscienza può - per aiutare il suo assistito - decidere la cura migliore, anche se non riconosciuta e se va contro gli interessi delle lobbies del farmaco? La risposta a tutte queste domande purtroppo è NO!

A cosa serve allora riempirsi la bocca di belle parole come: libertà, costituzione, diritti, se e quando una persona malata di tumore, per esempio, può solamente ‘scegliere’ tra chemioterapia, radioterapia e chirurgia? Un medico del terzo millennio, nonostante il giuramento di Ippocrate (“primo non nuocere”: la chemio è non è un veleno mortale?) e nonostante la Dichiarazione di Helsinki del 1964 (dell’Associazione medici mondiale), NON può scegliere una strada terapeutica, ma DEVE stare ai protocolli ufficiali.

L’ultimo in termini di tempo è il dottor Paolo Rossaro di Padova, indagato addirittura per “omicidio colposo”, perché avrebbe utilizzato metodologie non convenzionali, oltre a quelle ufficiali, in cure oncologiche e nonostante il paziente purtroppo deceduto (uno su migliaia di casi) avesse firmato il consenso informato (quindi era pienamente consapevole)!

Oggi se una persona muore dopo la chemioterapia va bene, ma se muore perché non ha voluto farla (in libertà di coscienza) non va bene e bisogna indagare il medico.
L’attuale paradigma nel caso del cancro, anche se si può estendere a tutta la medicina allopatica, impone come cura: la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia. Null’altro.
Si potrebbe pensare a questo punto che i risultati di queste terapie siano così straordinari, da imporli per legge!
Ma non è così: basta leggere i dati sulla mortalità per tumore, previa cura ufficiale, per comprendere che queste terapie sono un fallimento su tutta la linea: migliaia di persone ogni anno in Italia muoiono nonostante i protocolli scientifici e nonostante le belle e incoraggianti parole dei luminari della scienza.

Una malattia mortale convoglia soldi pubblici e privati che vengono investiti e quindi fagocitati dalle lobbies, ma non con l’obiettivo della cura definitiva, chiuderebbero i battenti.
Infatti nonostante tutte le ricerche, si continua a morire di cancro, di problemi cardiovascolari, per fare due esempi, più di prima.

Pensiamo veramente credere che l’essere umano sia un piccolo ammasso sanguinolento formato da miliardi di cellule, e il tumore una massa informe che cresce e si sviluppa dentro per un motivo sconosciuto o casuale?

Oggi si evince che il nostro DNA non è infallibile, ma che svariati eventi lo alterano sino al punto che non riparandosi più muta e diviene canceroso.
Adesso si pensa di trovare la medicina che blocchi questa catena e agisca sul DNA malato per eliminarlo.

La Target Therapy potrebbe essere la svolta in quasto fosco quadro delineato, perchè si DEVE assiocare ad uno stile di vita diverso, deve la popolazione modificare le insane abitudini e, durante la vita assumere tutte quelle sostanze protrettrici (vitamina C e D ed Acido acetil-salicilico) che rallentino o proteggano dalla mancata riparazione del DNA e solo allora se la neoplasia si siluppasse realmente quasto farmaco ad azione sub-molecolare avrebbe pieno successo.
L'unione della c.d. medicina alternativa o naturale con la tecnologia biochimica. Il salvataggio di vite, (purtroppo) coll'interesse econimico.

Ma siamo ancora prima dell'alba