mercoledì 25 gennaio 2012

il diabete: sicuri che lo si voglia guarire? IV parte



I grassi idrogenati: alimento o veleno?

Per legge, nel 2007 la risposta è ancora alimento, anche se la scienza ha ormai appurato che procurano un danno non indifferente alla salute, causato dall'elevato contenuto di acidi grassi trans[1].

I grassi idrogenati causano un innalzamento del colesterolo cattivo (LDL) e allo stesso tempo provocano una diminuzione del colesterolo buono (HDL), peggiorando quindi "su due fronti" il rischio di incidenti cardiovascolari.

Si stima che negli Stati Uniti siano decine di migliaia ogni anno le vittime di problemi cardiaci evitabili con l'eliminazione dei grassi idrogenati dalla dieta.

A differenza dei grassi saturi che, nelle quantità corrette, sono utili all'organismo, i grassi idrogenati non sono assolutamente necessari: in altre parole la quantità giornaliera raccomandata è di zero grammi.

I grassi idrogenati sono "una manna" per i produttori; gli interessi economici sono notevoli e gli organi di informazione, purtroppo, spesso preferiscono parlare d'altro (ad esempio per "accontentare" gli inserzionisti).
Dove sono?
-margarina: contrariamente a quanto pensano in molti (facendosi ingannare dall'origine
vegetale del prodotto) la qualità alimentare della margarina è pessima. Molto meglio il burro!
-dolci confezionati: quasi tutti i dolci possono contenere grassi idrogenati: merendine, gelati,
budini, cioccolatini, biscotti, crostate, torte, meringate, ecc.
-pasta sfoglia pronta: quasi tutte le sfoglie per preparare torte salate e torte verdi.
-alimenti del fast food: patatine fritte, crocchette, dolci.
-altri alimenti: dadi per brodo, salatini, focaccine, barrette e snack vari, patatine confezionate

La prossima volta che si farà la spesa al supermercato prendiamo in mano le confezioni, leggiamo le composizioni e divertiamoci a trovarne una senza grassi idrogenati o margarina!

L’assunzione di questi grassi gioca un ruolo cardine con l’insorgenza del diabete mellito di tipo 2.

Il diabete non non nasce esclusivamente da un problema nel metabolismo degli zuccheri, ma trae una importante origine dall’uso di grassi idrogenati.
Molto probabilmente ciò è dovuto all’effetto pro-infiammatorio di questi grassi, con effetto sullo stress ossidativo e sulla deposizione di grasso a livello addominale ed epatico.
Un aumento del 2% di grassi trans in sostituzione di carboidrati aumenta il rischio diabetico di un fattore 1,39, mentre non c'è praticamente variazione nel caso di sostituzione con grassi saturi.

Gli studi di Willett e di Ascherio riportano anche i danni riguardanti la "distruzione" degli acidi grassi essenziali da parte dei grassi trans.

La geometria lineare degli acidi trans rende più rigide le membrane cellulari. con conseguente limitazione funzionale delle stesse[2].
Consente una maggiore densità anche a 37 °C, facilitando la formazione di complessi solidi che possono alterare il lume dei vasi.
Una variazione della geometria degli acidi grassi essenziali blocca l'enzima d-6-desaturasi, necessario per arrivare agli acidi GLA e SDA (stearidonico) da cui derivano prostaglandine, eicosanoidi[3]. Ecco perché un'assunzione di trans può provocare malattie croniche o degenerative

Un ultimo commento: sarebbe opportuno che chi cerca soluzioni semplicistiche a patologie croniche (come le intolleranze alimentari a cibi del tutto innocui) si rivolgesse seriamente a considerare il ruolo dei grassi trans.
Che senso ha far credere al paziente di essere intollerante al lievito quando poi si può abbuffare di merendine ricche di grassi trans?

[1]Un acido grasso trans o informalmente grasso trans è un acido grasso insaturo, cioè contenente uno o più doppi legami di isomeria trans tra due atomi di carbonio. Possiede in genere un punto di ebollizione e fusione più elevato rispetto all'isomero cis poiché la catena risulta più lineare.
[2] I lipidi costituiscono circa il 50% della massa della membrana plasmatica, pur essendo molto più numerosi delle proteine (circa 50 molecole lipidiche per ogni proteina). Le tre principali classi di lipidi delle membrane sono: fosfolipidi (70% del peso lipidico totale), colesterolo (20%) e glicolipidi (5%). La membrana plasmatica svolge le seguenti funzioni:
1. tenere concentrate tutte le sostanze indispensabili alla vita: è proprio la membrana plasmaticache ha permesso a molecole biologiche come le proteine e i nucleotidi di raccogliersi assieme inopportune concentrazioni;
2. tenere fuori dalla cellula le sostanze dannose;
3. rendere possibile la comunicazione con l’esterno: infatti la cellula non è un mondo isolato inquanto molte sostanze possono entrare ed uscire dalla cellula e quindi la membrana plasmatica ha ilcompito di controllare il transito di queste sostanze;4. permettere la comunicazione intracellulare; infatti tutte le cellule comunicano tra loro mediantesegnali chimici, che possono modificarne l’attività (per esempio un dato segnale può incrementare laproduzione di una certa proteina ad opera di un determinato tipo di cellule).
[3]Gli eicosanoidi sono agenti biologici che regolano moltissime funzioni organiche. Appartengono a questa categoria le prostaglandine, le prostaciciline, le lipossine, i trombossani e i leucotrieni. Gli eicosanoidi regolano il sistema cardiovascolare, la coagulazione del sangue, la funzione renale, la risposta immunitaria, l'infiammazione e numerose altre funzioni. Per questo motivo sono conosciuti anche come superormoni.

ASCHERIO, A; HENNEKENS, C H; BURING, J E; MASTER, C; STAMPFER, M J and WILLETT, W C (1994). Trans fatty acids intake and risk of myocardial infarction. Circulation, 89:94-101.

il diabete: sicuri che lo si voglia guarire? III parte



Nel 1922 a Stoccolma venne conferito ai ricercatori Barting, Best e Macleod il premio Nobel per la scoperta dell’insulina.
La commercializzazione di questo ormone di sintesi, dal 1923 in poi, è opera della casa farmaceutica statunitense Eli Lilly.
La Lilly lanciò nel 1982 la prima insulina da D.N.A. ricombinante: fu il primo farmaco al mondo creato con questa tecnologia.
Oggi per il diabete, oltre alla nota insulina esistono prodotti come: Tolbutamide, Tolazamide, Clorpropramide, Acetoesamide, Gliburide, Glipizide, Glimepride, Metformina, Fenformina, Buformina, Repaglanide, Acarbosio, Miglitol, Glucagone…

Poche corporazioni della chimica e farmaceutica, tra loro interconnesse da fili economici e azionari, gestiscono l’intero mercato del diabete.
Gruppi potentissimi come Eli Lilly, Pfizer, Merck, Roche, Sanofi-Aventis e Bayer ogni anno, guadagnando miliardi di dollari, controllano la vita di centinaia di milioni di persone.

Oggi, il mercato del diabete vale oltre 400 miliardi di dollari!

Consideiamo il tutto e pensiamo: vale la pena di sconfiggerlo realmente?

il diabete: sicuri che lo si voglia guarire? II parte

A prpopsito di diabete ecco un'estratto da un'intervista dove si evince che da questa malattia si può uscire considerandola uno stato di malessere e di mal-educazione che l'organismo subisce

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Il mio nome è A. P., diabetico insulino-dipendente dal 1997 fino a due anni fa, quando ho tolto completamente l’insulina. Andando per ordine, circa 25 anni fa sono diventato vegetariano, ma un vegetariano non saggio, perché ho commesso diversi errori: ho eliminato la carne ma mangiavo troppi cereali raffinati, troppi formaggi. Troppo di tutto. E infatti, grazie a questa scorretta alimentazione mi è venuto il diabete associato a problemi di peso e disturbi al fegato. Ero costretto a farmi 22 unità di insulina al mattino, 20 a mezzogiorno, 22 alla sera e 20 unità alla notte prima di andare a dormire. Oltre 80 unità al giorno! ...

D: Ti ha aiutato qualcuno? R: No, mi sono completamente arrangiato. Mi sono detto tra me e me, che comunque andava, nella peggiore delle ipotesi, tornavo a mangiare le stesse cose di prima. Quindi ho cominciato a farmi i germogli in casa, riscoprire verdure che prima non mangiavo (avocado, verdure di tutti i tipi). Tutti i vari tipi di semi: sesamo, girasole, zucca, eliminando completamente tutti i cereali. Praticamente ho mangiato solo frutta e verdura cruda per un intero mese.
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Trascorso un mese mi sono trovato così bene in salute e con così tanta energia che ho deciso di fare altri tre mesi. Il primo mese ho perso 5 kg, e dopo gli altri tre mesi sono calato di 24 kg! Oggi peso 72 kg e sono alto 1 metro e 72.
D: Cosa hai fatto dopo questi altri tre mesi? R: Devo dire che mi sono trovato benissimo: la pelle ha cominciato a cambiare e infatti gli amici mi dicevano che sembravo molto più giovane. Ho allora iniziato a introdurre qualche cibo cotto sottoforma di cereali, per esempio grano saraceno, miglio, riso integrale. Circa 40 grammi per porzione con moltissime verdure crude e cotte. Il piatto, grazie alle verdure mi riempiva molto.Da allora, ho preso l’abitudine di iniziare sempre il pasto, sia pranzo che cena, con le verdure crude prima, poi tutto il resto cotto.

D: Adesso entriamo nei particolari, mi riferisco all’insulina e alla glicemia.
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Misuravo la glicemia 2 anche 3 volte al giorno. A mezzogiorno ho fatto 10 unità e mangiando solo insalata e noci la glicemia mi era scesa a 60. Stavo andando in ipoglicemia! Quindi ho mangiato qualcosa di dolce come un frutto, che me l’ha fatta salire a 80. Al pomeriggio ogni due ore mangiavo sempre un frutto crudo. E qui viene il bello: alla sera NON mi sono fatto insulina perché avevo paura che mi facesse scendere troppo la glicemia! Il mio pensiero è stato quello di fare alzare la glicemia, lasciarla andare e stare a vedere cosa succedeva… Incredibilmente dal giorno dopo non ho fatto più insulina!!! A colazione la glicemia è salita a 220, a mezzogiorno era 180 e alla sera intorno ai 250. Senza più paura, con totale fiducia ho aspettato per vedere cosa succedeva e come rispondeva il mio corpo…
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Il 3° giorno la glicemia era 180 di mattina, 160 a mezzogiorno e ancora 180 alla sera. Il 4° giorno alla mattina 160 a mezzogiorno 140 e 160 alla sera. Il 5° e 6° giorno inspiegabilmente (per la medicina ma non per la Natura umana) la glicemia si è regolarizzata tra i 110 e i 160. Da quel momento non mi si è più alzata. Per esempio, la glicemia sopra i 200 non mi è più andata se non rarissime volte in passato quando magari sgarravo con una pizza bianca. Ma mentre una volta mi sarebbe andata oltre i 350, ora non più dei 200, il che denota che l’organismo ha ripreso a funzionare, il fegato e il pancreas hanno iniziato a lavorare.

D: Sono passati circa due anni da quando hai smesso l’insulina: come stai e come ti senti?
R: Non voglio assolutamente più tornare a farmi l’insulina! E’ proprio questo mio sentire che mi ha dato e mi da la forza di continuare. Non voglio più essere schiavo di una sostanza chimica.Non sto credendo a nessuno, ho semplicemente visto su di me, sperimentandolo, che questo sistema di vita ha funzionato e funziona. In questi due anni sono stato benissimo. Mi sento, rispetto prima, cinquanta volte meglio: molta più energia, più forza, dormo meglio la notte, non mi ammalo più, cosa che invece succedeva spesso prima. Maggior concentrazione e sono certamente più calmo.
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D: Cosa potresti consigliare oggi, con la tua esperienza di vita, alle persone che stanno vivendo lo stesso disagio?
R: Consiglierei di iniziare questo tipo di cambiamento di stile di vita, senza pensarci un minuto in più. Migliorando lo stile di vita oltre a stare bene, si possono ridurre serie problematiche future.

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Altra cosa molto importante, è di non farsi scoraggiare dalle persone che ci circondano, gli amici e parenti, perché vi diranno che rischierete di morire, di deperire ogni giorno di più, di perdere energia, ecc. Esattamente il contrario di quello che voi sentirete, se proverete, e cioè l’energia aumenta assieme a tanto altro.
...

Come tutte le malattie anche il diabete trova la sua radice dentro l'organismo e no fuori di esso, il sintoma è uno specchio un segnale.Non è indispnsabile la chimica per guarire, certo può aiutare come in altri casi, ma questo sche ho riportato è paradigmatico di come la sola medicina tradizionale sia schiava di chi produce i farmci e non riesca più a vedere l'uomo.

fonte:
http://www.disinformazione.it/uscire_dal_diabete.htl

martedì 24 gennaio 2012

andare oltre il freddo razocinio medico

La “Malattia", qualsiasi malattia non ha una esclusiva genesi esterna, ma è strettamente unita tra mente, emozione e corpo.

Questo significa che allorquando si manifesta uno shock emotivo inaspettato, il suo vissuto attiva un'area precisa del cervello e, conseguentemente, il corpo reagisce. Tale shock non necessariamente deve essere acuto, può trattarsi infatti di profondi disagi perpetuati nel tempo “Perché ci si ammala?”, “Cos’è la malattia?”, sono le domande che l’essere umano si pone dalla notte dei tempi alle quali mai nessuno sinora ha saputo rispondere in maniera esaustiva.

Oggi con i progressi scientifici o siamo in grado di sapere il perché (eziologia) e il come (patogenesi) di una “malattia”, possiamo fornire dei supporti chimici che permettono di guarire, ma la domanda cardine “Perché proprio a me?” resta ancora in piedi.
Come unire i due aspetti?

Grande intuizione, che ha scardinato il mondo medico, l’ha avuta il dr. Hamer con le 5 Leggi Biologiche colle quali correla Psiche, Cervello e Organi come tre livelli dello stesso organismo, quindi se conosco uno dei livelli posso determinare precisamente anche gli altri due.
Inoltre, la cosa affascinante di questo nuovo modo di comprendere la “malattia” è proprio che ogni singola legge è verificabile da chiunque e per qualsiasi sintomo.
Perciò l'aiuto alla persona in difficoltà deve necessariamente prendere in considerazione anche il suo vissuto, il suo modo di sentire le cose e di affrontarle. Ne consegue un cambiamento radicale nella relazione tra medico e paziente e degli strumenti necessari per portare aiuto. La persona nella sua totalità e con tutta la sua storia.

Ma ancora se si riesce sinergicamente a unire la medicina “Tradizionale” con la “Nuova Medicina” abbiamo compiuto il grande passo per poter giungere alla reale, completa guarigione dalla malattia.

"Leggere i sintomi come messaggi
del corpo: una chiave semplice fondata su
un'enorme casistica, per comprendere cosa
c'è dietro una malattia e guarire."

lunedì 19 dicembre 2011

correlazione fra materia e spirito

Il Verbo, emanato dalla mente divina, ha creato il movimento universale e che mediante l'azione reciproca di due forze contrarie l'azione e la reazione - ha generata l'armonia di tutte le varietà della Natura.

«Io faccio splendere la luce primitiva sulla strada delle tenebre con l'aiuto della grande forza magica della mia Parola» (Papiro di Torino).
Nel Prometeo di Eschilo, la parola di Zeus, personificata nella Potenza, lega con catene invincibili il Dio sulla vetta più selvaggia del Caucaso.

Ed ancora: «Indi Dio creò sette spiriti che governano il mondo sensibile, e questi esecutori della sua volontà regolano ciò che viene chiamato Destino» (Ermete - Pimandro).

Nella genesi ermetica ogni pianeta è animato da uno Spirito che irradia e spande la sua influenza sui mondi inferiori.
Questi Spiriti corrispondono agli arcangeli della teogonia cristiana.
Gli Arcangeli sono, secondo Dionigi l'Areopagita, i messaggeri dei segreti divini.

Il mistero delle sette stelle nella mano di Dio, e dei sette candelieri d'oro (APOCALISSE – cap I) sono la trasposizione dei sette pianeti ed i sette spiriti o gli Arcangeli che li animano.
I quattro animali che stanno innanzi al trono circondato dai sette spiriti, simbolizzano i quattro elementi, l'Aria, il Fuoco, l'Acqua e la Terra, che mediante le loro reciproche combinazioni hanno create tutte le opere della Natura.

In tal modo tutto si chiarisce al lume della sapienza antica.
La scala di Giacobbe, percorsa in ambedue i sensi, dal Cielo alla terra e dalla terra al cielo, dagli angeli di Dio, raffigura perfettamente i rapporti che esistono tra il mondo fisico ed il mondo spirituale. Questa stessa significazione riscontriamo nella parola religione (religare): unione, legame della terra con il mondo superiore.

In questo senso bisogna interpretare Plutarco, quando scrive: «La religione è la storia allegorica della Natura» (Opere morali).
Infatti la natura è lo spettacolo permanente delle analogie che uniscono le sfere fisiche alle sfere immateriali.

«I fenomeni del mondo fisico e quelli del mondo morale sono stati sempre tra loro connessi nel pensiero del padri dell'Umanità. Tutta l'antichità, con i suoi monumenti, con le sue costumanze è piena di questa analogia» (BALLANCHE - Palingenesi).
Platone, nel Parmenide, scrive: «Le Idee sono come i modelli generali della Natura, le altre cose rassomigliano loro; sono le loro copie».
Ogni oggetto naturale è dunque la rappresentazione di una idea, di cui il prototipo è nel cielo. La natura visibile è modellata sull'invisibile, come il corpo è modellato sull'anima.

La natura è, secondo le parole d'Isaia, «la veste di Dio».
Ne risulta che la fisiognomica è una scienza esatta. Tutto rivela l'uomo: le proporzioni e le linee del suo corpo, ogni tratto del suo viso, la sua statura, il suo modo di camminare, l'accento della sua voce, le sue parole, il suo sorriso ed i suoi atti, tutto è come lo specchio dell'essere interiore.

Ora, come c’è correlazione perfetta tra il corpo e l'anima, così la stessa correlazione esiste tra tutte le creazioni del mondo sensibile e le sfere celesti.
Il microcosmo è la traduzione e la riduzione del macrocosmo, e questa identità è ben nota ai grandi artisti. La Potenza dell'Arte ha innanzi tutto per oggetto il penetrare i simboli della natura e rappresentare mediante la perfezione della forma l'essenza imperitura degli esseri.

effetto specchio uno dei misteri del cervello

Alcuni comportamenti che, partendo dalle scoperte sulle relazioni e sulle competizioni intra ed inter-emisferiche sulla gestione delle informazioni di Flor-Henry, di Strauss e di Kosaka, egli attribuisce ad una dominanza emisferica imperfetta in soggetti malati o sani, ossia ad una dominanza temporanea, stabile o stabilizzata di strutture, aree o funzioni di quell'emisfero celebrale che abitualmente non è l'emisfero dominante per uno specifico compito.

La dominanza dell'emisfero cerebrale destro (sede dell'emotività) sull'emisfero sinistro (sede della razionalità) può dar luogo a comportamenti cognitivi incongrui quali il mirror writing, il mirror reading e il mirror speaking.

Tali comportamenti, derivanti non solo da patologie specifiche del sistema nervoso centrale, ma anche da traumi accidentali allo stesso, da interventi neurochirurgici o dal consumo di oppiacei o di alcol, hanno alla loro base un meccanismo cerebrale già noto da tempo, che fa sì che stimoli percettivi producano contemporaneamente nei due emisferi cerebrali un engramma e il suo opposto; quest'ultimo viene normalmente soppresso. In particolari condizioni, questo meccanismo di soppressione viene inibito, per cui l'opposto può farsi presente con un'immagine di solito a specchio.
Non solamente la scrittura, la lettura o il linguaggio possono acquisire comportamenti a specchio, ma anche la manipolazione di oggetti può avvenire al contrario.

L'esistenza di questo meccanismo cerebrale è provata dal fatto che se si fissa per qualche minuto una superficie rossa e si passa repentinamente ad una superficie bianca (assenza di colore), per qualche istante, prima di venire soppresso dal meccanismo d'inibizione, l'occhio vedrà il colore verde, ovvero l'opposto del rosso. Proietta all'esterno, quindi, il colore che si è formato nell'emisfero non dominante, più lento nell'adattarsi al nuovo stimolo.
Ciò che in definitiva il Dott. Cocchi sostiene è che se dunque il nostro cervello è sempre in grado di percepire l'opposto di ogni stimolo, e, in presenza di determinate patologie che inibiscono il meccanismo di soppressione dell'opposto, può produrre in certi soggetti la scrittura, la lettura o il linguaggio al contrario, ne consegue inevitabilmente che la nostra mente è certamente in grado di cogliere anche il contrario di una frase rovesciata, se disposta in sequenza adeguata, e che quindi un messaggio a ritroso è un mezzo idoneo per raggiungere la nostra psiche.

Prendiamo la frase: "Oggi sono andato a far la spesa"; se la rovescio diventa: "aseps al raf a otadna onos iggo". Ora, mentre sappiamo con sicurezza che il cervello è in grado di rovesciare le parole, non ci risulta che sia in grado di far questo con le frasi, e meno che mai con testi più lunghi. Se però la frase di prima io la sento, sia pur con le parole rovesciate, ma rispettando l'inizio e la fine della frase, in questo modo: "iggo onos otadna a raf al aseps", il cervello di destra può tranquillamente decifrarla, dovendosi solo limitare a rovesciare una per una le parole, che sono già nella sequenza giusta.

Tali studi inducono a conclusioni anche allarmanti la prima riguarda la possibilità di essere manipolati premezzo di opportuni messaggi subliminali che colti dall'emisfero destro sono memorizzati senza aver compiuto il passaggio alla coscienza, per poi ricomparire al momento opportuno anche qui senza una piena presa di carico dalla parte razionale dell'encefalo; questo dato in un mondo pieno di media può indurre ad influenzare la scelta di consumi o peggio di decisioni politiche (vedi la campagna elettorale di Obama). La seconda deve far riflettere sulla cosidette malattie psicologiche, che possono semplicemente rientrare in uno sto conflittuale della compresenza dei due emisferi.


L. Cordella, «Lateralizzazione emisferica: aspetti dinamici in ambito biologico», in Riv. Ital. Disturbo Intellet., 1991, 4, pagg. 57-71.
J. L. Bradshaw, N. C. Nettleton, K. Patterson, «Identification of mirror-reversed and non-reversed profiles in same and opposite visual fields», in J. Exp. Psychol., 1973, 99, pagg. 42-48.

dove dirigersi?

La volontà degli dei era interpretata dai sacerdoti, che avevano varie specialità: alcuni erano esperti nell'osservare i lampi, altri nel volo degli uccelli, altri ancora nell'osservare le viscere degli animali sacrificati.

La sede della vita era nel fegato e solo chi conosceva la sua esatta morfologia poteva distinguerne tutti gli aspetti normali e non e quindi poterne interpretare i sacri messaggi, che il viscere, estratto dall'animale immolato  (reso sacro), portava in sè.

Messaggi inviati non per evitare l'accadersi degli eventi, ma solo per poterne essere a conoscenza, quindi spiritualmente e moralmente pronti.

Oggi, moderni e sazi intellettualmente, ancor di più abbiamo bisogno di conoscere il fururo, pavidi piccoli essereri sedotti dal benessere fatuo della società dei beni, spaventati per un incerto futuro che ci privi dell'inutile.
E così acquistiamo beni fatui e inutili e vaghiamo spendendo denaro per ottenere quello che persumiamo essere il futuro, dimentichi che la conoscenza di ciò che è nella mente degli dei può essere ottenuta solamente con profonda fede e fatica.

Fatica dovuta all'impegno necessario per poer avere il reale campbiamento interiore, fede perchè si deve avere la certezza che spostando i propri pensieri si può effettuare il cambiamento interiore, iniziando a parlare con integrità'; affermando solo quello che intendi dire e quindi evitando di usare la parola contro te stesso e gli altri.
Il cambiamento procede non personalizzando e non presupponendo mai nulla di ciò che accade o è comunicato.
E poi se si opera facendo del prorpio meglio, ci si ama ad accettarsi e si inizia ad imparate dagli errori. Imparare dai propri errori significa praticare, guardare con onestà i risultati e continuare a praticare.