domenica 7 novembre 2010

Biocaminetti una favola

Ultimamente sui quotidiani e in televisioni commerciali c'è una singolare pubblicità: quella dei biocaminetti che, a detta del produttore, sono caminetti senza canna fumaria ma anche senza fumo ed, udite udite, senza polveri sottili.

Funzionano principalmente con bio-etanolo ottenuto da biomasse, in particolare dalla fermentazione del mais.

Ma è davvero sicuro il bioetanolo?

Molti dicono di si , ma non appena andiamo in studi non sponsorizzati come quello del prof. Jacobson dell'università di Stanfordecco che tale convinzione viene messa in dubbio.

Lo studio, pubblicato dalla rivista Environmental Science Technology, cerca di stimare i possibili effetti sulla salute di una completa sostituzione della benzina con l' E85 (85% bioetanolo, 15% benzina) entro il 2020.

Lo studio tiene conto per tutti gli USA e in particolare per l'area di Los Angeles dei seguenti fattori:

  • proiezioni relative all'aumento della popolazione americana

  • proiezioni relative all'aumento del traffico

  • previsioni sulla diminuzione delle emissioni dei singoli veicoli.

Sulla base di queste ipotesi, il modello di Jacobson prevede nel 2020 unaumento del 4% della mortalità negli USA, a causa dei maggiori livelli di ozono determinati dall'uso dell'E85 (il legame tra livello di ozono troposferico e mortalità è abbastanza ben studiato).

L'aumento della mortalitàsale invece al 9% se si considera solo l'area di Los Angeles (dove si concentreranno circa il 30% di tutti i morti USA per ozono).Aumenti simili si osserveranno nei casi diospedalizzazione da ozono e nei casi di asma. Nonci dovrebbero essere invece variazioni significative nei casi di tumore.

Le previsioni di Jacobson sono segnate chiaramente da una certa incertezza (in particolare per quanto riguarda i futuri valori delle emissioni massime delle auto), tuttavia una cosa è certa, il bioetanolo non migliorerà la qualità dell'aria.

C'è una cosa che però non viene detta nello studio di Jacobson: se gli USA dovessero passare dalla benzina all'E85 avrebbero bisogno di una quantità di mais pari a circa 13-14 volte l'attuale produzione.

Dove andranno a prenderlo? Per coltivarlo occorrerebbe circa un terzo di tutta la terra arabile del pianeta...

Senza considerare della quantità di pesticidi impiegati per la coltivazione del mais.

Il biocaminetto riscalda la casa facendo risparmiare soldi.

E' vero?

Qui proprio non ci siamo.

Trasformare il mais in bioetanolo per poi bruciarlo in un caminetto è proprio una fesseria. Iniziamo a pensare ai costi necessari per coltivare il mais, distillarlo in alcool ed infine per trasportarlo.

Insomma il costo energetico del bioetanolo è talmente alto che è proprio insensato bruciarlo nel caminetto.

Che la cosa sia del tutto insensata la vedete anche senza troppo grattarvi la testa sulla resa energetica. Circa 20 litri di bioetanolo vi costano 65 Euro, ovvero 3.25 Euro al litro (!!!!), E' quasi più conveniente utilizzare della grappa (è bioetanolo anche quello), ma ci siamo vicini.

Considerate che un chilo di legna costa circa 10 centesimi. La legna ha un potere calorifico che è circa la metà di quello del bioetanolo ma, a parità di potere calorifico, il bioetanolo costa oltre dieci volte di più.

Poi se uno vuol vedere questo arnese per quello che è, ovvero una cosa puramente decorativa, va anche bene. Sicuramente, crea un’atmosfera romantica e se invitate a cena una bella signora (o signore) può darsi che il caminetto a bioetanolo vi dia una mano per l’impresa di sedurla/o.

Il biocaminetto non è inquinante e non necessita di canne fumarie

Dalle scuole elementari insegnano che il prodotto di qualsiasi combustione è acqua e anidridecarbonica

Installare un bracere (perchè è di questo che parliamo) in ambienti non idonei troviamo, ad esempio finestre sigillate per ridurre gli spifferi e la dispersione di calore. In queste condizioni, uno di questi caminetti privi di canna fumaria potrebbe fare dei danni alla salute.

Tenuto acceso in continuo da qualcuno che si può permettere il bioetanolo a questi prezzi potrebbe portare a un’aumento della concentrazione di CO2 sufficiente per farvi venire una bella emicrania e forse anche qualcosa di peggio.

Insomma il marketing ha superato ogni decenza.

Se fino a qualche decennio fa le aziende studiavano il mercato ed i consumatori e davano dei prodotti di cui avevamo bisogno, adesso ci creano dei bisogni!

Fonti principali

M.Z.Jacobsonm Environ.Sci.Tecnol.,ASAP Article (pubblicato sul web il 18 aprile 2007

http://www.nytimes.com/2006/12/18/nyregion/18wood.html?_r=1

sabato 30 ottobre 2010

il pianeta delle scimmie, tutti

i flims
Il pianeta delle scimmie-L'altra faccia del pianeta delle scimmie
il primo e il secondo possono andare praticamente insieme, se il primo mostra alti punti cinematografici, il secondo è un po' più fiacco, ma visti in continuum sono una grande opera.
Eccelso il finale del primo una vera sorpresa, anche quando visto e rivisto.
Se qualccuno dinoi ha letto i romanzi le differenze sono sottili, ma sensibili: il pprotagonista Taylor (Haeston) è francese, le scimmie sono molto avanzate tecnologicamente, come gli uomini della terra, per spiegarmi; la lingua parlata delle scimmie è indigena (romanzo) e non l'inglese. Gli umani del romanzo sono nudi.

gli altri
Fuga dal pianeta delle scimmie
si pone il sacro ruolo di farci capire come sia potuta avvenire la trasformazione delle scimmie da animali a "umani". un esile tentativo di parlare del diverso e dell'ostilità che quasto pone nella comunità, esile di sceneggiatura, ancor di più perchè serabbero poi solo gli scimpanzè a essere "evoluti."
[color=blue]1999 la conquista della terra[/color]
ancora una domanda non fa dormire la major produttrice: "ma come hanno fatto le scimmie a divenire più potenti degli uomini?"
Ecco cosa si sono chiesti produttori e sceneggiatori. sempre più esile la trama e i messaggi. Inventarsi le scimmie come animali di compagnia, il centro di educazione trovate che se ben sfruttate potevano creare altro film le prime un certo asimvismi e la seconda rieducazioni staliniste, ma cosi non è stato)

infine 2670 ultimo atto (traduzione oscena dell'originale battle for planet of the apes) finalmente i produttori e gli sceneggiatori hanno pace si chiude il cerchio, cè la guerra atomica e la terra sarà dominata dalle scimmie, il saggio governo delle scimmie completamente paritario fra le due specie è rovesciato e le scimmie govereranno il mondo

Serie TVCBS 1974

come crearla? semplice spostando il tempo indietro e circa 800 anni prima del primo film dua stronauti subiscono una anomalia del loro mezzo spaziale e sono proiettati nel futuro. Qui però la società è differente, gli umani sono un po’ più evoluti e sopratutto
dal punto di vista politico le scimmie non sono esattamente unite.
La trama molto semplice i due astronauti superstiti sono accettati dagli scimpanzè e lottano per sfuggire ai gorilla, e contemporaneamente ricercano un computer umano finzionante per rimettere in sesto l'astronave e tornate a casa.
Non ebbe tropo isuccesso ed alla prima stagione fu fermata
Una curosità Hoddy McDowall ha interpretato tre diversi scimpanzè nella
saga.
- Cornelius ne “Il Pianeta delle Scimmie” e “Fuga
dal pianeta delle scimmie”
- Ceaser in “1999: conquista della Terra” e “2670:
ultimo atto”
- Galen nella serie televisiva

Planet of Apes Regia T Burton

e di questo cosa farne?
L'incipit è promettente : un chiaro omaggio al 2001 di Kubrik edel cinema di fantastico degli anni '50 e '60. I titoli di testa sono una rivisitazione dei Peplum italiani.
Poi però la cosa si sgonfia, l'intreccio diventa scontato e la visione noiosa. E' evidente il fatto che l'estetica di Burton si è conformata alla legge del minimo rischio e del massimo guadagno. Se nel passato l'ipercaratterizzazione dei personaggi e la netta divisione tra buoni e cattivi non gli aveva impedito di giocare con le sfumature e di mischiare le carte, si pensi ad esempio a Edward mani di forbice o a Sleepy Hollow, il Burton del pianeta delle scimmie è didascalico, superfluo, banale.
Nessuna invenzione narrativa. La trama è arcinota e si basa sul classico triangolo, cosi caro alle Majors, formato dal buono, dal malvagio e dalla donna che sta tra i due.
Sembra di rivedereil terribile Ultimo atto, con più soldi.
L'unico vero momento d'emozione è il finale del fim, quindi aspettare quasi due pre per un colpo di scena la dice lunga.

Conclusione? comprate il libro :lol:

a proposito una citazione Mariangela Fantozzi viene scritturata per un'ennesima versione del pianeta delle scimmie in quanto si risparmia col trucco: (Fantozzi alla riscossa 1990)

72 anni fa: la guerra dei mondi

Alle ore venti in punto del 30 ottobre 1938, dopo le prime note del programma musicale, irruppe la voce dell'annunciatore:"Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità... "Cominciava cosi, 72 anni fa la lettura recitata da parte di Orson Welles all'emitente radiofonica CBS del romanzo di G. Wells.Al termine della trasmissione, Orson Welles si recò in un vicino teatro per prendere parte alle prove serali di uno spettacolo, venendo a conoscenza solo il giorno dopo del putiferio che la sua interpretazione aveva scatenato. A dire il vero, Welles pensava che l'adattamento fosse noioso, e non avrebbe voluto proporlo, se non fosse che fu costretto ad usarlo perché si ritrovava senza altro materiale interessante a disposizione. Il risultato fu fin troppo realistico e si trattò di una enorme pubblicità per il regista, che portò la RKO ad offrirgli un contratto per la realizzazione di tre film a Hollywood.Tanto che Welles dichiarò successivamente "Furono le dimensioni della reazione ad essere sbalorditive. Sei minuti dopo che eravamo andati in onda le case si svuotavano e le chiese si riempivano; da Nashville a Minneapolis la gente alzava invocazioni e si lacerava gli abiti per strada. Cominciammo a renderci conto, mentre stavamo distruggendo il New Jersey, che avevamo sottostimato l'estensione della vena di follia della nostra America. "

sabato 23 ottobre 2010

INPS: chi lavora con contratto a Termine non maturerà mai una pensione!


La notizia è vera, ma nascosta dimentcta eclissata.
Chiunque lavori, ma con contratto interinale, precario, co.co.co. (chiamiamolo come ci piace)versa si i contributi,ma per pagare la pensione a chi lavora con contratto indeterminato.
Tutto cià perchè l'INPS non può pagare troppe pensioni.
La mara, triste verità è nascosta, dunque per evitare la rivolta.

Ad affermarlo è lo stesso presidente dell'istituto di previdenza, Antonio Mastropasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l'INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale".

Intrage scrive che l'annuncio è stato dato nel corso di un convegno: la notizia principale sarebbe dovuta essere quella che l'Inps invierà, la prossima settimana, circa 4 milioni di lettere ai parasubordinati, dopo quelle spedite a luglio ai lavoratori dipendenti, per spiegare come consultare on line la posizione previdenziale personale. Per verificare, cioè, i contributi che risultano versati.

La seconda notizia è che non sarà possibile, per il lavoratore parasubordinato, simulare sullo stesso sito quella che dovrebbe essere la sua pensione, come invece possono già fare i lavoratori dipendenti. Il motivo di questa differenza pare sia stato spiegato da Mastrapasqua proprio con quella battuta. Per dire, in altre parole, che se i vari collaboratori, consulenti, lavoratori a progetto, co.co.co., iscritti alla gestione separata Inps, cioè i parasubordinati, venissero a conoscenza della verità, potrebbero arrabbiarsi sul serio.
E la verità è che col sistema contributivo, i trattamenti maturati da collaboratori e consulenti spesso non arrivano alla pensione minima.

I precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l'INPS gli "imprenditori di loro stessi" creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l'INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.

L'unico sistema che l'INPS ha trovato per affrontare l'amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà.

Fonte
http://contintasca.blogosfere.it/2010/10/inps-e-ufficiale-i-precari-saranno-senza-pensione-silenzio-dei-media-o-scatta-la-rivolta.html

mercoledì 20 ottobre 2010

Un episodio poco noto della guerra fredda: la guerra SudAfrica-Angola

Il destino della ex colonia tedesca dell’Africa del Sud-Ovest è molto travagliato; al termine della seconda guerra mondiale, il Sud-Africa tentò d’inglobare tali territori (contro il parere dell’ONU) divenendone di fatto la quinta provincia, con rappresentanza al parlamento.
Il Governo sudafricano importò le leggi dell’apartheid in tale provincia incrementando il malcontento della popolazione, sino a che nel 1962 si verificarono i primi casi eclatanti di guerrilla, con la formazione dell’ala armata del partito indipendentista SWAPO; People Liberation Army of Nambia (PLAN).
Nel settembre del 1965 ci fu il primo scontro a fuoco fra contingenti sudafricani e rivoluzionari.
Durante questo primo periodo furono soprattutto la South African Police e la South West African Police (SWAPOL), appoggiate dalla South African Force (SAAF), a contrastare le attività dei ribelli. Ben presto però l'intensità degli scontri fu tale che il governo sudafricano dovette dar vita a una apposita unità di polizia per tentare di marginare questo fenomeno e per sedare le ormai sempre più frequenti rivolte della popolazione di colore in Namibia.
La confinante Angola ospitava molte basi di formazioni ribelli, essendo nel contemo impegnata in azioni di guerrilla contro il Portogallo.
Alla fine degli anni sessanta nacque la counter insurgency unit anche nota con il nome di Koevoet che aveva come compito quello di contrastare le attività dei guerriglieri.
Dopo la c.d. rivoluzione dei garofani il governo di Lisbona riconobbe l'indipendenza dell'Angola.
In vista della indipendenza promessa dal Portogallo, le varie frange ribelli, iniziarono a combattere tra loro per il controllo della capitale Luanda. Quando i guerriglieri presero però anche di mira la diga di Calueque, che era stata costruita dai portoghesi in cooperazione con il Sudafrica per fornire energia elettrica a molte aree urbane in Namibia, l'esercito sudafricano si vide costretto ad intervenire.] Il conflitto originariamente delimitato nella sola Angola assunse quindi carattere internazionale.
Verso la fine del 1975 l'MPLA, appoggiato dall’URSS prese il controllo della capitale dell'Angola. Su richiesta dell’MPLA stessa consiglieri militari cubani e sovietici giunsero nella nazione africana per addestrare truppe, portare mezzi e uomini locali specialmente da Cuba. Gli USA non restarono inetri e la CIA iniziò a passare informazioni all'UNITA ed alla FNLA per contrastare l'MPLA.
Con l’”Operazione Savannah” il SudAfrica esplicitamente invase l’angola per impossessarsi della diga idroelettrica di Ruacana-Calueque. Con l'aiuto dell’FNLA e dell'UNITA, le forze armate sudafricane riuscirono ad assumere il controllo della Benguela railway che avrebbe permesso, in caso di necessità, un rapido ritiro dal territorio, oltre a garantire una via di rifornimento attraverso un territorio impervio e quasi privo di vie di collegamento.
L’MPLA era sempre più approviggionata dall’Unione Sovietica e in breve tempo aveva preso il completo controllo politico del paese.
Il SudAfrica formò la Task-Force Zulu composta da due gruppi di combattimento che infiltrati nell’Angola con opportune operazioni di guerrilla preparassero la strada all’invasione armata vera e propria. In soli 30 giorni la task force Zulu riuscì a percorrere oltre 300 chilometri di giungla, ingaggiando numerosi scontri con guerriglieri dell'MPLA e raggiungendo alla fine del trentesimo giorno la città di Ngunza. gIn supporto furono inviati ulteriori tre gruppi da combattimento.
Assunto il controllo sui punti chiave nelle aree interessate dell'Angola meridionale, si diede inizio all'operazione Savannah. Durante questa operazione, su richiesta del comandante dell'FNLA Holden Roberto, si decise anche di attaccare Luanda.
Il 9 Novembre 1975 l’Artiglieria del SudAfrica bombardò la capitale angolana con obici da 140mm.
Però a causa della scarsa preparazione dei guerriglieri dell'FNLA, l'attacco fu un fallimento e il personale sudafricano si dovette ritirare.
Il Sudafrica ritirò le proprie forze armate dall'Angola, mentre nel frattempo oltre trentamila soldati cubani erano stati inviati da Cuba in Angola su richiesta dell primo ministro
I cubani, avvalendosi di un armamento superiore rispetto a quello delle forze armate sudafricane, costrinsero le truppe dell'Africa Australe a ritirarsi dal paese nel marzo 1976, tale azione fu denominata Oerazione Carlota.
Il Sudafrica, però, non cessò di sostenere l'UNITA nella lotta contro l'MPLA. Nel decennio che seguì, la South African Forces compì numerose operazioni militari in Angola, Zambia, e Mozambico per contrastare una possibile espansione dell'MPLA
Nonostante continue risoluzioni ONU sull’indipendenza della Namibia il SudAfrica continuava a ritenere tale territorio come propria parte della nezione.
Nel 1982 furono gettate le prime basi per l'indipendenza del paese e per dotarlo di una sua costituzione. Un ruolo chiave nel compito di mediatore lo ebbero gli Stati Uniti che, a partire dal 1984, si impiegarono, senza successo, affinché le forze armate del SudAfrica fossero ritirate dall'Angola meridionale.
Il ruolo mediatore degli Stati Uniti fu però sottoposto anche a pesanti critiche, specialmente da coloro che puntavano a ricevere il riconoscimento dell'indipendenza della Namibia a livello internazionale. Nonostante la politica americana promettesse a parole una rapida fine del conflitto, gli Stati Uniti sembravano invece incoraggiare il Sudafrica ad estendere la propria sfera di controllo sui paesi limitrofi, fornendo all'UNITA missili Stinger, missili anticarro e armi di ogni genere per contrastare l'MPLA.
Nel 1987 il governo angolano decise quindi di sferrare una pesante offensiva nel sud del paese per ritornare in possesso delle regioni meridionali. Nonostante il parere negativo dei consiglieri militari cubani, l'esercito angolano lanciò un attacco in tutta la regione lungo il confine con il Sudafrica. In risposta, l'esercito sudafricano invase nuovamente le regioni meridionali dell'Angola dando il via alle operazioni militari Modular e Hooper e respingendo le forze regolari dell'Angola fino alla città di Cuito Cuanavale da dove era iniziata l'offensiva.
Di conseguenza Cuba inviò 55000 soldati in Angola per respingere le forze armate Sudafricane. I due eserciti si scontrarono nella battaglia di Cuito Cuanavale, la più sanguinosa mai avvenuta in Africa dopo la fine della seconda guerra mondiale. Nonostante entrambe le fazioni rivendicassero la vittoria, in tale occasione le forze cubane riuscirono a respingere gli invasori sudafricani. Le conseguenze furono una forte offensiva nel territorio della Namibia e contro gli impianti idroelettrici di Calueque. Il 27 giugno1988 alcuni MiG-23 cubani, che nel frattempo erano riusciti ad assumere la supremazia aerea dei cieli angolani, bombardarono l'impianto idroelettrico uccidendo 12 soldati sudafricani. Alla fine il governo del Sudafrica propose ai governi angolano e cubano la tregua

Nel 1987 fu presa in considerazione la possibilità di riconoscere l'indipendenza della Cambia.
Cuba ed Unione Sovietica garantirono il ritiro delle loro truppe non appena le forze armate sudafricane si fossero ritirate dall'Angola e promisero di cessare la fornitura di armi all'Angola. Questi accordi, a cui parteciparono da una parte Angola, Swapo e Cuba, dall'altra Sudafrica e Stati Uniti, siglati dopo la richiesta di tregua da parte del governo Sudafricano diedero nuova forza alla risoluzione delle Nazioni Unite che fu poi ratificata nel dicembre del 1988. La repubblica democratica dell'Angola approvò infine nel protocollo di Brazzaville il ritiro delle truppe cubane accettando al loro posto una commissione di osservatori internazionali presieduta da Unione Sovietica e Stati Uniti per il mantenimento della pace. Contemporaneamente il Sudafrica accettò di cedere la sovranità della Namibia alle Nazioni Unite.
Nonostante la garanzia di ricevere l'indipendenza dal Sudafrica la People's Liberation Army of Namibia, uno dei bracci armati della SWAPO, decise di occupare con circa 2 000 uomini una parte dei territori del nord della Namibia per garantirsi il controllo del paese una volta che esso fosse divenuto indipendente. Su consiglio dell' allora primo ministro britannico Signora Thacher che si trovava in visita di stato in Sudafrica, Martti Ahtisaari fece intervenire un piccolo contingente dell'esercito sudafricano per ripristinare l'ordine nelle province settentrionali del paese.
Il periodo di transizione all' indipendenza durò circa undici mesi e fu da ogni punto di vista abbastanza tranquillo.
Il Sudafrica ritirò i suoi soldati dalla Namibia, prigionieri politici furono rilasciati e 42 000 rifugiati si apprestarono a rimpatriare. Nel novembre del 1989 si tennero le prime elezioni che videro la vittoria del partito della SWAPO con il 57% dei voti, a una manciata di voti dalla maggioranza dei due terzi necessaria per modificare la costituzione che era stata approvata dal Sudafrica. All'opposizione andò il partito democratico Turnhalle Alliance che ricevette il 29% dei voti. Infine il primo consiglio di assemblea del neoeletto parlamento, si tenne il 29 novembre 1989.

giovedì 14 ottobre 2010

Il sostituto del latte materno un mito fraudolento



Com’è possibile che un prodotto inventato per salvare una vita in casi gravi sia diventato di uso comune per mamme e bambini che non ne hanno bisogno, sostituendo tra l’altro un prodotto a costo zero, ecologico e qualitativamente inarrivabile come il latte materno? A quest’espansione hanno sicuramente contribuito fattori sociali come il passaggio dalla famiglia estesa a quella nucleare ed il progressivo inserimento della donna nel mondo del lavoro. Ma un ruolo importante l’ha avuto il “mongering”, l’invenzione di un bisogno inesistente per “vendere ai sani”.
Henri Nestlé aveva salvato la vita a prematuri e a donne malate con la sua farina lattea, ma ben presto questo prodotto divenne un consumo imposto con la pubblicità a tutte le fasce,

Contemporaneamente all’invenzione e allo sviluppo dei sostituti del latte materno, nasceva e cresceva la moderna medicina scientifica. Una delle caratteristiche della quale era ed è la medicalizzazione, cioè il tentativo o la pretesa di sottoporre a controllo medico tutti gli eventi nella vita di un individuo che possono influenzare la sua salute. È successo con il parto, ed è successo con l’alimentazione dei lattanti e dei bambini. L’allattamento e lo svezzamento, che per millenni erano stati praticati in modo naturale, mediante la trasmissione intergenerazionale dei relativi comportamenti, diventano oggetto di attenzione da parte dei pediatri. Non potendo controllare quantità e qualità del latte materno, essi accolgono con favore l’idea di usare e prescrivere un sostituto. All’inizio, verso la fine del XIX° secolo, sono avversari dell’industria; ritengono infatti che spetti a loro, e non a “chimici” come Nestlé, Liebig e Mellin, stabilire la composizione del prodotto. Sono soprattutto i pediatri americani a lanciarsi nell’impresa e a sviluppare diverse “formule” per diluire e mescolare il latte di mucca con altri ingredienti, nel tentativo di renderlo adatto all’alimentazione del lattante. La parola “formula”, tuttora usata in inglese per indicare il latte artificiale ed ormai entrata in uso anche nel dizionario pediatrico italiano, nasce proprio a cavallo del XIX° e del XX° secolo alla Facoltà di Medicina dell’Università di Harvard. Attorno al 1920, tuttavia, la maggioranza dei pediatri, frustrata dalla complessità di prescrivere e preparare le formule proposte dalla varie scuole di pediatria, raccomandavano ormai le formule industriali.

Si forma così, per consolidarsi in seguito in tutto il mondo, una stretta alleanza tra le professioni sanitarie, pediatri in primis, ma non solo, e l’industria che produce e commercializza sostituti del latte materno. Alleanza che spazia dalla ricerca alla formazione ed alla prestazione di servizi, ma che in ogni caso l’industria integra nel suo sistema di marketing. Nonostante importanti riviste mediche americane, inglesi e tedesche pubblichino fin dall’inizio del XX° secolo articoli che mostrano come i bambini alimentati con latte di formula abbiano una mortalità, e più in generale uno stato di salute e nutrizione, peggiore di quella dei bambini allattati al seno.

Una volta che le madri, persuase che il loro latte sia insufficiente o inadeguato, provano il latte di formula, il mercato per lo stesso è assicurato. Il lattante che, avendo preso latte di formula, succhia meno latte materno, scatena infatti quel processo fisiologico che porterà la madre a produrne sempre meno, fino all’esaurimento. L’industria conosce alla perfezione questo meccanismo ed è per questo che concentra i suoi sforzi sulla donna che deve decidere come alimentare il figlio e sui primi giorni dopo il parto. Le forniture gratuite di latte formulato agli ospedali, ora proibite dalla legge ma ancora in voga, hanno proprio questo malefico scopo: rendere facilmente disponibile il sostituto del latte materno in modo che rappresenti per tutti, madri ed operatori sanitari, la facile ed immediata soluzione all’apparire del minimo problema con l’allattamento al seno. Il marketing non è il solo responsabile di questi problemi; fanno sicuramente la loro parte operatori sanitari non adeguatamente preparati a mettere in atto routines e pratiche che favoriscano l’allattamento. Ma se almeno in parte è responsabile, bisogna porvi dei limiti, a salvaguardia della salute pubblica. Non bisogna infatti dimenticare che nelle popolazioni a basso reddito si stimano ad oltre un milione i bambini che muoiono perché non allattati al seno.

o cercato di mostrare come i meccanismi che portano ad un uso generalizzato ed improprio di sostituti del latte materno siano in atto da oltre 100 anni e siano basati sugli stessi principi adottati attualmente dalle multinazionali del farmaco per inventare malattie e farne commercio. Non per nulla l’industria del latte formulato, avendo fatto in modo che nel corso degli anni i suoi prodotti, per lo meno in Italia, si vendano prevalentemente in farmacia, resiste a qualsiasi tentativo, dall’alto e dal basso, di privilegiarne la vendita attraverso i normali canali commerciali. Vuole cioè che, fino a quando è possibile, i suoi prodotti conservino nell’immaginario collettivo le sembianze di un farmaco. Inutile dire che in questa disputa riesce ad avere al suo fianco, fedeli alleati, la maggioranza dei pediatri, che difficilmente rinunciano ad un congresso o ad un corso sponsorizzato.

C’è chi pensa che questa tendenza debba essere portata all’eccesso; che il latte di formula debba essere cioè catalogato ufficialmente come farmaco (attualmente, in tutti i paesi del mondo meno Israele, è catalogato come alimento speciale). In questo modo, sostengono coloro che propugnano questa soluzione, sarebbe usabile solo con ricetta medica, e quindi solo quando mamma e/o bambino siano gravemente ammalati ed impossibilitati ad allattare. La parallela vicenda del “disease mongering” dovrebbe insegnarci che così non è: anche un farmaco usabile solo con ricetta medica può diventare come il chewing gum.

Si deduce che sia preferibile il contrario: che il latte di formula debba essere equiparato alle melanzane. Forse, declassato da prodotto medico ad ortaggio, cesserebbe di essere appetibile per i pediatri e di far concorrenza al latte materno.

Bibliografia

http://www.mpv-cav.veneto.it/mpv/a_182_IT_962_1.html

http://www.ibfanitalia.org/

http://salutenaturale.forumattivo.com/generale-bis-f1/farmaci-che-ammalano-e-case-farmaceutiche-che-ci-trasf-t501.htm

Smith R. Investigating the previous studies of a fraudolent author. British Medical Journal 2005;331:288-91.

martedì 28 settembre 2010

Drogato!



Drogato!

Una frase gridata che ferisce profondamente, eppure simo tutti drogati e no lo sappiamo. Viviamo circondati da sostanze psicotrope che ingeriamo sottoforma di alimenti e che creano dipendenza vera e propria.

Ricordiamoci di ciò prima di acquistare il primo cibo/bevanda che vediamo in un banco di ipermercato.

Le sostanze le dividiamo in stimolanti, sedative, deliranti.

STIMOLANTI
Composti che fanno sentire più vigili ed energici

I nervi comunicano tra loro mediante impulsi elettrochimici che corrono lungo le fibre nervose; fra fibra nervosa e cellula seguente c’è sempre un minuscolo spazio; per riempirlo il nervo rilascia piccole quantità di sostanze chimiche (neurotrasmettitori) che influiscono nella cellula che segue.
Alcuni neurotrasmettitori sono forti stimolanti, che inducono le cellule muscolari a contrarsi, le ghiandole a secernere e altri neuroni a rilasciare scariche elettriche.
Di conseguenza l’effetto stimolante che avvertiamo nel corpo è il semplice risultato dell’energia chimica che va ad agire nel sistema nervoso. Lo stimolante induce l’organismo a consumare energia in maggiore quantità rispetto alla norma. Questo è il motivo per cui dopo l’effetto stimolante (illusorio e apparente), si è molto più stanchi e scarichi di prima e servono altri stimolanti per tirarsi su, in un circolo vizioso perverso e deleterio!

Conosciamo adesso un po’ di sostanze stimolanti.

Zucchero à Mentre il nostro corredo genetico si è sviluppato in un contesto nutrizionale in cui si consumava (nel Paleolitico) procapite solo 2 kg all’anno sottoforma di miele, siamo passati a 5 kg di zucchero nel 1830 per giungere a 70 kg alla fine 1900!

Fra l’altro lo zuccgero raffinato, che utilizziamo è una sostanza innaturale tra le più tossiche in commercio. La componente di base è trattata con latte di calce (che provoca la distruzione di tutte le sostanze organiche utili: proteine, enzimi, sali, ecc.), in seguito decolorato con acido solforoso, alla fine subisce altri processi, dove viene filtrato, centrifugato, e colorato con blu oltremare e blu idantrene (proveniente dal catrame, quindi cancerogeno).
La polvere bianca che si ottiene è sterile, essere assimilata, sottrae vitamine e minerali (calcio da ossa e denti: osteoporosi e carie) per ricostruire almeno in parte quell’armonia di elementi distrutti dalla raffinazione. Questo processo acidifica il terreno biologico.
Una recente ricerca condotta da Bart Hoebel del Princeton Neuroscience Institute, ha scoperto che lo zucchero crea una vera e propria dipendenza e sintomi di astinenza simili a quelli provocati da altre droghe.
Nel cervello, quando si assume zucchero, avvengono dei cambiamenti neurochimici che fanno aumentare la dopamina, e questa è la ragione per cui quando si viene privati improvvisamente della dose zuccherina giornaliera, si genera una vera e propria crisi di astinenza.
Questo è causato dal rapidissimo assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la glicemia, e costringe il pancreas a secernere insulina. Tale ormone fa scendere bruscamente la glicemia (malessere, sudorazione, irritabilità, debolezza) con bisogno di mangiare ancora zuccheri per sentirsi meglio; vi siete mai chiesti perchè i ragazzi assumono sempre più bevande zuccherate? (the freddi, succhi di frutta, aranciate, cola)
Il premio Nobel per la medicina, il tedesco Heinrich Warburg aveva scoperto che il metabolismo dei tumori maligni dipende in gran parte dal loro consumo di glucosio.
Ingerendo infatti zucchero o farine raffinate (pasta, pane, biscotti, grissini, ecc.), si alza il tasso di glucosio (aumenta la glicemia) nel sangue e l’organismo libera oltre all’insulina, come abbiamo visto, l’I.G.F. una molecola con proprietà che stimolano la crescita cellulare.
In parole povere lo zucchero è la benzina dei tumori.

Caffè à La caffeina è lo stimolante naturale più diffuso e si trova in molte piante.
Il caffè sarebbe stato scoperto dai nomadi etiopi che avevano notato come i propri animali domestici diventavano più vivaci dopo aver mangiato il frutto degli alberi del caffè.

Quando provarono a mangiarne i semi, diventarono tutti più briosi, ma alla fine, impararono a ricavare una bevanda dai semi tostati.
All’epoca però il caffè veniva usato solo nelle cerimonie e riti religiosi.

Il caffè è un forte stimolante: irrita le mucose dello stomaco e vescica (che secernono poi muco per difendersi), procura cattive digestioni gastrointestinali e impedisce una corretta assimilazione dei principi nutrizionali. E’ uno dei principali distruttori di batteri acidofili nell’intestino.
Negli Stati Uniti, dove se ne consumano grandi quantità non è un caso che le marche di antiacidi è pari a quello delle marche del caffè.
Nella nostra società la dipendenza dal caffè è fortissima: molti consumatori non riescono a pensare con chiarezza al mattino e nemmeno andare in bagno senza la dose quotidiana. Soffrono veri e propri sintomi di astinenza se smettono di prenderlo. La reazione di astinenza comincia 24-36 ore dopo l’ultimo caffè, e i sintomi sono mal di testa, nausea, irritabilità, apatia e vomito. Per fortuna i sintomi durano da 36 a 72 ore, ma scompaiono rapidamente.
Johann Sebastian Bach ne era assuefatto, non a caso magnificò la bevanda con la “Cantata del caffè”. Lo scrittore francese Honoré de Balzac, non riusciva a lavorare senza bere una specie di brodaglia densa che gli procurava dolori e crampi allo stomaco.

Thé à Il thé non è irritante quanto il caffè ma è sempre un potente stimolante.
Il suo principio attivo si chiama teofillina, e tra gli effetti nell’organismo, quando lo si beve in quantità, vi è nervosismo, agitazione e insonnia.
Essendo un eccitante, vale la stessa cosa appena vista per il caffè.

Cola à La cola è un seme o noce dell’albero della cola che contiene caffeina. Il loro gusto è molto amaro, ed è per questo che in commercio la cola viene addizionata di zucchero.
La deleteria combinazione zucchero/caffeina, nelle bibite analcoliche gassate, è particolarmente capace di dare assuefazione e questo i produttori lo sanno molto bene.
I genitori per tanto dovrebbero sapere che tali bibite sono droghe velenose capaci di influire sulla salute fisica e lo stato d’animo.

Guaranà à Il guaranà è ricavato dai semi di un arbusto della giungla brasiliana.
Contiene più caffeina del caffè e viene usata per produrre bevande gassate oppure integratori stimolanti.

Mate à In Argentina la bibita alla caffeina più diffusa è il Mate, ricavato dalle foglie dell’ilice.

Cioccolato à Una delle più note fonti di caffeina è il cioccolato, anch’esso ricavato dai semi di un albero. Il cioccolato contiene molto grasso ed è così amaro che deve essere mescolato con tanto zucchero per renderlo gradevole al palato.
Oltre alla caffeina, contiene teobromina (alcaloide), sostanza affine e con effetti eccitanti analoghi. Vale lo stesso discorso per il caffè con l’aggravante che il cioccolato ha un altro alcaloide e viene zuccherato.

Tabacco à Il tabacco è una delle piante stimolanti più potenti che si conoscano e la nicotina, il suo principio attivo, una delle droghe più tossiche in assoluto.
Un normale sigaro contiene una quantità di nicotina sufficiente a uccidere parecchie persone (il tabacco che brucia ne distrugge gran parte).
La nicotina è talmente forte e pericolosa che l’organismo umano sviluppa rapidamente una certa tolleranza per proteggersi.
Sotto forma di sigarette, il tabacco è una delle droghe che in assoluto provoca più assuefazione: è pari al crack! Sembra incredibile, ma è più difficile liberarsi dell’abitudine di fumare sigarette che smettere di assumere eroina o alcol.
Inalato a fondo, il fumo porta nicotina concentrata ai centri vitale cerebrali in pochi secondi, più velocemente di quanto impieghi l’eroina iniettata. Questo spiega perché fumare provoca un’assuefazione così rapida.
Per tutto il Novecento le autorità incoraggiavano l’uso di questa droga, con il pretesto che favoriva la concentrazione e il rilassamento.
Negli anni Cinquanta non era strano vedere i medici pubblicizzare particolari marche capaci di dare “sollievo alla gola”.
Verso la fine del secolo scorso, la posizione della società cambiò nei riguardi del tabacco.
Oggi, nonostante siano risaputi tutti i pericoli, i governi del mondo, dal commercio di questa droga tremenda ci guadagnano moltissimi miliardi ogni anno, addirittura quello degli Stati Uniti sostiene l’industria del tabacco con fondi pubblici!

Latticini à Dentro di noi sono attive delle droghe derivate dall'oppio e l'eroina: le endorfine!
Nel 1979 venne isolata nel latte vaccino una sostanza oppioide: la ß caseomorfina. Successivamente sono state determinate anche altre caseomorfine, tutte peptidi costituiti da sette aminoacidi.
Alcune caseomorfine di origine bovina hanno un'azione analgesica superiore a quella della stessa morfina. Le caseomorfine provenienti dal latte di vacca sono più attive di quelle provenienti dal latte umano.
Si ritiene che le endorfine alimentari possono agire in individui suscettibili direttamente od indirettamente a livello cerebrale causando od incrementando sintomi psichici preesistenti.
E’ noto che i neurotrasmettitori vengono sintetizzati dalle cellule nervose in modo dipendente dalla composizione del sangue e quindi dell' alimentazione.

Il neurotrasmettitore serotonina, deriva dall'aminoacido triptofano (contenuto soprattutto nelle proteine di origine animale).
La conversione del triptofano è la seguente: Triptofano --> 5-idrossitriptofano --> Serotonina --> Melatonina

La serotonina è anche il precursore della melatonina, ormone prodotto dall’epifisi con funzioni di regolazione dei ritmi sonno veglia. Un eccesso di melatonina provoca sonnolenza e depressione psico-fisica! Quindi le conseguenze di una dieta ricca di triptofano può indurre depressione negli esseri umani sani.

Cereali à Nell’uomo vi è una insufficiente produzione dell’enzima DPP-IV che serve a digerire la proteina dei cereali (glutine) e quella dei latticini (caseina), per cui si formano molecole dette esorfine, che se assorbite dalla mucosa intestinale hanno un effetto endorfino-simile.
L
’enzima DPP-IV degrada solo alcuni peptidi e viene neutralizzato da sostaze come, fluoro (dentifrici e acqua), piombo e zinco.
Questa carenza enzimatica porta all
’incompleta digestione delle proteine (Caseina, Glutine) con formazione di “peptidi anomali” che producono:
- Nel sangue una risposta anormale del sistema immunitario. Questi peptidi però sono molto simili alla mucosa dell’intestino, per cui scatenano malattie autoimmuni.
- Attraversando la mucosa vanno ad occupare i siti recettoriali propri delle endorfine. La loro sequenza aminoacidica (gluteomorfina e caseomorfina) è simile a quella degli oppiacei e possono aumentare la soglia del dolore, alterare comportamento e percezione…
I cereali appartengono alla famiglia delle Graminacee e sono: Riso, Mais, Miglio, Grano, Orzo, Segale, Spelta, Kamut, Avena, Farro e Triticale.
I cereali totalmente privi di glutine sono: Riso, Mais, Miglio. Altre fonti di carboidrati privi di glutine: Tapioca, Grano Saraceno, Quinoa, Amaranto, Dattero.

SEDATIVI
A differenza degli stimolanti, i sedativi sono sostanze che abbassano il livello di energia del sistema nervoso, riducendo la sensibilità alla stimolazione esterna e a dosi elevate inducono il sonno

Alcol à L’alcol è la sostanza psicotropa più diffusa al mondo e utilizzata ogni giorno da milioni di persone. Forse è anche la più antica droga nota all’essere umano.
Una volta entrato nell’organismo, l’alcol viene assorbito con grande rapidità dall’apparato digerente, entra nel flusso sanguigno e raggiunge il cervello, dove influenza stati d’animo e comportamenti. L’organismo deve lavorare duramente per eliminare l’alcol: ne brucia una parte come combustibile (fegato) e ne espelle una immutata sotto forma di respiro (polmoni) e urine (reni). Quindi i principali organi emuntori del corpo vengono sfibrati per espellere l’alcol, ma quello che ne risente di più è il fegato che a lungo andare diventa sempre più gonfio e pieno di grasso (steatosi), perdendo molte delle sue funzioni metaboliche importantissime.
Il senso di calore prodotto dall’alcol è ingannevole: è dovuto all’aumento del flusso sanguigno verso la pelle e questo permette al calore di disperdersi nell’aria, raffreddando pericolosamente il corpo.
L’alcol, tra le altre cose, è un fortissimo diuretico: aumenta la quantità di urina, e questo è un segnale inequivocabile che si stanno sforzando le reni per espellere il veleno, facendo perdere acqua al corpo e sfibrando tali organi fondamentali. Grandi bevute possono provocare forti disidratazioni dei tessuti.
Fuori da ogni discussione che l’alcol sia la più tossica delle droghe esaminate, pur tuttavia, è la nostra stessa società ad aver fatto dell’alcol la propria droga di prima scelta, grazie anche al fatto che i governi, come nel caso del tabacco, ci guadagnano cifre spropositate.
Nessuno ha interesse ad educare le persone del pericolo di questi veleni tossici e pericolosi.

DELIRANTI
Il delirio è uno stato di disturbo mentale caratterizzato da confusione e disorientamento. Dosi eccessive della maggior parte delle sostanze psicotrope danno luogo a delirio in quanto tossiche per il cervello.

Solanacee à La famiglia delle piante solanacee comprende alcuni prodotti naturali molto diffusi: pomodori, peperoni, peperoncini, melanzane e patate. Ne fanno parte anche piante tossiche come il tabacco, e alcune piante magico-velenose come il giusquiamo, mandragola, stramonio e belladonna.
Le solanacee hanno un aspetto spaventoso: sono piante rigogliose, pelose con odori strani e fiori molto singolari.
Tutte le parti di queste piante contengono scopolamina, una droga che provoca delirio e che è fortemente velenosa. La concentrazione più alta è nei semi, mentre le radici ne hanno meno, per cui sono le più sicure da consumare. Comunque sia, radici, semi, foglie e fiori possono essere mangiati, fumati, messi in infusione per ricavarne delle tisane allucinogene.
Gli effetti mentali indotti sono: irrequietezza, disorientamento e delirio, comprese allucinazioni anche intense e vivide.
La capacità della scopolamina di scollegare, chi le assume, dalla realtà ordinaria, spiega la loro diffusione in alcuni ambienti poco raccomandabili…
La farmacologia utilizza ancora oggi la scopolamina come farmaco: è venduta come sonnifero da banco o sottoforma di compresse per il raffreddore e allergie, per asciugare il naso che cola.
Attenzione con questo non si vuole affermare che è pericoloso mangiare patate o pomodori o melanzane! Questi frutti della terra, se mangiati nelle corrette combinazioni e sequenze apportano principi nutrizionali importanti. Le patate, in particolar modo (gli amidi più veloci da digerire), andrebbero cotte al forno con la buccia e mangiate da sole assieme a verdure crude. Si sconsiglia il loro abbinamento con cereali e/o proteine animali!

Noce moscata à La noce moscata è il seme, ricoperto da un involucro esterno detto macis, di una pianta tropicale. Contiene una droga detta miristicina che nell’organismo può essere trasformata in uno degli allucinogeni analoghi alle anfetamine.

FARMACI DA BANCO
Dopo aver elencato le sostanze chimiche naturali, contenute in alcuni alimenti e/o piante, che vanno ad interagire con il SNC, è doveroso aggiungere un capitolo sui farmaci da banco.
Moltissimi prodotti in vendita, considerati innocui anche dagli stessi medici prescriventi, e usati da milioni di persone ogni giorno per svariati problemi di salute, interagiscono pericolosamente con il nostro SNC. Sono informazioni utili da sapere, per evitare gratuiti squilibri mentali, soprattutto nel caso di bambini.

Antistaminici à Le allergie sono in costante aumento nella nostra società e non a caso gli antistaminici sono tra i farmaci più consumati in assoluto.
Quello che però c’interessa è che stranamente il nostro SNC è molto sensibile a questi farmaci.
Alcune reazioni allergiche sono mediate da una sostanza endogena, cioè prodotta dal corpo, ce si chiama istamina.
I farmaci, nel tentativo di eliminare i sintomi delle allergie, bloccano l’azione della istamina, cioè bloccano il lavoro importante che sta compiendo la Natura. Ecco perché con gli antistaminici non si curerà mai nessuna allergia!
In compenso, gli antistaminici provocano delle profonde alterazioni dello stato d’animo, rendono depressi, acidi, apatici e incapaci di ragionare in modo chiaro. Offuscano il pensiero.
Sono sostanze psicotrope!
Questo è il motivo per cui alcuni antistaminici, come per esempio la Piribenzamina, vengono utilizzati da tossicodipendenti per sballarsi.
Viene venduto anche il Nopron, detto “sciroppo della mamma manager”, e dato da pediatri inconsapevoli per far dormire bambini piccolissimi.
L’uso di questa droga (ipnotico) è molto diffusa nei bambini piccoli che piangono di notte e/o che piangono dopo, per esempio, la poppata di latte vaccino. Il latte vaccino è una delle sostanze più intolleranti che esistano, e i piccini, spesso e volentieri, piangono proprio per l’azione tossica che ha a livello intestinale.

Cosa dire adesso?

Abbiamo visto che la nostra dieta è essenzialmente costituita da sostanze inutili se non dannose, soprattutto perché la concentrazione delle stesse è molto alta rispetto a quanto ci può essere realmente utile l’esempio pragmatico è dato dallo zucchero; il cervello utilizza lo zucchero per vivere, ma la quantità dello stesso presente nei cibi è nettamente superiore al dovuto producendo esiti molto infausti.